Le sette meraviglie di Napoli

Pubblicato il 9 Marzo 2019

Napoli “la città dei sette castelli”

Così soprannominata nell’antichità in quanto unica città al mondo a vantare ben sette castelli: Castel dell’Ovo, Castel Capuano, Castel Nuovo conosciuto come ‘Maschio Angioino’, Castel Sant’Elmo, Castello del Carmine, Castello di Nisida e il Forte di Vigliena. Un sistema progettato e costruito al fine di difendere la città dai nemici provenienti da mare.

Castel dell’Ovo

castel dell’Ovo

Primo fra tutti il Castel dell’Ovo, dal latino “Castrum Ovi”, il più antico della città sorge sull’ isolotto di tufo di Megaride e si lega alla terraferma tramite una lingua di terra. Il progetto fu commissionato da Guglielmo il Malo e la costruzione fu attuata nella seconda metà del XII secolo su una fortificazione già esistente, creata da alcuni monaci. Attorno al castello e al suo nome c’è una leggenda, risalente al  300 d.C., che lo lega al poeta Virgilio. Secondo tale leggende il poeta avrebbe nascosto un uovo chiuso in una gabbietta nelle segrete del castello, fin tanto questo sarebbe rimasto intatto il castello e la città sarebbero rimaste al sicuro. Il  castello ancora oggi è simbolo della città e testimonianza di tutti i passaggi delle varie dinastie straniere che lo hanno vissuto.

Castel Capuano

Castel Capuano

Prende il nome dalla vicina Porta Capuana ed è il più antico dopo il castel dell’Ovo. Sorge in via dei Tribunali e fu eretto dai Normanni nel 1176 su una fortezza bizantina. Giuglielmo I di Sicilia lo rese residenza reale ma con la costruzione del Maschio Angioino venne sostituito da quest’ultimo anche se fu per anni dimora di nobili e familiari dei regnanti. Nel XVI la sua funzione cambiò e divenne, per volere del viceré Don Pablo de Toledo, palazzo di giustizia e carcere. Al castello è legata una leggenda, secondo la quale ogni 19 Aprile, all’interno del Castello apparirebbe il fantasma di Giuditta Guastamacchia, sprannominata ‘Il fantasma degli avvocati’.

Castel Nuovo conosciuto come ‘Maschio Angioino’

Castel Nuovo conosciuto come ‘Maschio Angioino’

Il castello che domina la monumentale piazza Municipio risale al periodo angioino (1279-1282). Voluto da Carlo d’Angiò da cui il nome ‘Maschio Angioino’, quando la capitale del Regno delle due Sicilie fu spostata da Palermo a Napoli. Nel ‘400, in periodo aragonese Alfonso d’Aragona ordinò un’ampliamento del castello e da qui il nome ‘Castel Nuovo’. Questo castello è un grande esempio di ingegneria e architettura di quegli anni e ancora oggi riserva delle sorprese, infatti nel 2004 durante gli scavi per la metropolitana sono stati ritrovati resti di due navi probabilmente d’epoca romana. Misteri e leggende sono legate a questo castello, in particolare ai sotterranei. La leggenda narra di strane sparizioni dei prigionieri da parte di un coccodrillo che trascinava gli uomini in mare. Sempre secondo la leggende il coccodrillo sarebbe stato portato lì per volere di Giovanna II per liberarsi dei suoi amanti dopo aver soddisfatto i propri desideri. Singolare è la Sala dei Baroni, rinominata così per via di una congiura di alcuni baroni contro Ferrante I d’Aragona, il quale venuto a conoscenza che i nobili tramavano contro di lui, li riunì con una scusa in questa sala per poi carcerali e condannarli a morte.

Castel Sant’Elmo

Veduta dal Castel Sant’Elmo

Situato nella parte di alta della città, sulla collina del Vomero, è una fortezza che domina la città e dal quale è possibile ammirare il golfo con il Vesuvio e tutte le viuzze del centro storico di Napoli. Costruito da Roberto d’Angiò tra il 1336 e il 1343, è il più esteso tra i sette castelli. Ha subìto negli anni diversi danneggiamenti; infatti non sono stati solo i conflitti le uniche cause di degrado ma anche un fulmine che nel 1587 cadde nella polveriera causando una forte esplosione. Inoltre durante i moti del 1799 fu occupato dal popolo e poi dai repubblicani.  Anche attorno a questo castello si aggirano diverse leggende… Si narra che i nemici che tentarono di assalire il complesso di San Martino, furono catturati dalle guardie reali e lasciati morire sotto i sotterranei senza ricevere degna sepoltura. Di notte, all’ interno dei sotterranei sembra sia possibile udire rumori continui e urla strazianti. Secondo alcune fonti, la stanza più infestata del castello è conosciuta da tutti come “La stanza delle Maschere”, nella quale, si aggirerebbero i fantasmi di tutti gli artisti che hanno indossato le maschere esposte, Eduardo e Peppino, Totò, e tanti altri che tornano a far visita al mondo dei vivi.

Castello del Carmine

Castello del Carmine

Fu edificato, per mano di Carlo III di Durazzo nel 1382, a Piazza Mercato, nell’angolo meridionale della cinta muraria cittadina come opera difensiva. Infatti il castello non ha mai ospitati famiglie regali bensì è sempre stato sede delle forze militari. Il castello negli anni ha subìto una storia molto tormentata, prima durante la rivolta di Masaniello poi nella rivoluzione napoletana del 1799, anni in cui il cardinale Fabrizio Ruffo e il suo esercito della Santa Fede trasformarono il castello in un carcere processando i rivoluzionari con atroci torture. Più recentemente parte del castello fu abbattuta per far spazio prima a via Marina, poi a Corso Garibaldi. Il castello, ad oggi, è stato abbandonato.

Castello di Nisida

Castello di Nisida

Sorge sull’isolotto di Nisida ed è collegato alla terraferma da una striscia di terra. Fu costruito per volere di Giovanni Piccolomini, nipote di Giovanna d’Aragona, sul punto più alto dell’isolotto. Nel XVI secondo Don Pedro di Toledo, rese il castello un punto strategico di difesa contro i nemici e i saccheggi del celebre Pirata Barbarossa. Infine sotto il periodo Borbonico venne trasformato in carcere per i prigionieri politici e ad oggi è uno dei pochi penitenziari minorili d’Italia.

 

Fortezza di Vigliena

Fortezza di Vigliena

Situata nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, fu eretta nel 1702 per volere del marchese di Villena. Fu usata prettamente per l’allenamento dei cadetti e fu luogo di uno scontro nel 1799 tra le forze repubblicane partenopee e l’esercito della Santa Fede. Ad oggi resta ben poco della fortezza che nel 1891 è stata proclamata monumento nazionale.

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